mercoledì 7 giugno 2017

"Il fenomeno editoriale"

Buon pomeriggio cari lettori! Oggi, dopo aver dormito circa cinque ore ed aver affrontato un esame piuttosto pesante -sì, sono ancora viva, non serve chiamare il 118-, ho deciso di rivoluzionare un po' il blog. 
Subito dopo aver messo online questo post comparirà la nuova etichetta "Per la rubrica...", (anche quello che avevo fatto molto tempo fa, riguardo i libri che diventano film, farà parte della pagina).
Ciancio alle bande e vediamo d'iniziare! Sarà un post lunghetto, quindi mi raccomando, prima di leggerlo, lavatevi la faccia, prendete delle vitamine, non uscite nelle ore più calde e... ok basta. Vamos.



Sono andata ad imbarcarmi in un bel casino, penserete voi in questo momento: la risposta è sì, parlare del "fenomeno editoriale" non è di certo un gioco da ragazzi ma tant'è, finché non avrò terminato "El Diablo" (lo sto leggendo in inglese perché in Italia, se ci va bene, lo vedremo nell'estate 2018), dovrete ascoltare quello che ho da dire.

In generale, quando parliamo di fenomeno editoriale, intendiamo un libro scritto con i fiocchi -o i controcazzi come dice qualcuno di mia conoscenza-, talmente bello da portare agli ormai consueti scleri da fangirl, ossia: 

1) urlare o piangere di frustrazione come se fossimo davvero all'interno del romanzo;




2) sospirare/innamorarsi per/di un personaggio che non esiste;




3) sognare un mondo con mille e mille fan art -così poche? No vabbè, questa cit. non la capiranno tutti... la lascio lo stesso, perché sono fiduciosa che ci sia qualcuno là fuori che ha visto Anastasia




4) aspettare che arrivi nella vita vera un personaggio somigliante a quello visto nel libro -della serie, Daemon Black se ci sei batti un colpo ti prego... anzi, E.T. telefono-casa? Niente eh? Niente👽;




5) osservare attentamente la realtà che ci circonda per trovare riferimenti ovunque, dico ovunque -esempio lampante, anche se non vorrei fare pubblicità occulta ma... le saponette Lux? Ecco!🙈;




6) comprare qualsiasi cosa inerente al fandom -eh già quando si entra nel fandom si è spacciati- tipo gioielli (Giratempo, collana con l'ossidiana, collana dei Doni della morte, ecc), funko dei personaggi che più amiamo -quanto sono adorabili😍-, vestiti (siano essi per carnevale, tutti i giorni o per fare i cosplayers);




7) andare a vedere i film tratti da codesti fenomeni con occhio critico, esaminando ogni minimo particolare - di questo argomento ne ho già parlato a sufficienza, andate a vedere l'altro post.

P.S. Sentitevi liberi di aggiungere altri punti! 😂


Elementi del fenomeno editoriale


Beh, innanzitutto, scleri fangirl a parte, quando un libro è scritto benissimo significa (almeno, per quanto mi riguarda) che i personaggi vengono delineati bene, che ci sono delle belle descrizioni -non prolisse, giammai! Altrimenti la saltatrice olimpionica di pagine che è in me si risveglia- dei luoghi dove si svolge l'azione e che i dialoghi sono stimolanti e coinvolgenti. 
E poi, ovviamente, -sì, sono consapevole del fatto che prenderete torce e forconi ma calmatevi!- serve un botto finale. Leggasi: cliffhanger. Per quanto io lo odi a morte, è quello che il più delle volte mi spinge a continuare una saga.
Lo stile dello/a scrittore/scrittrice è molto importante inoltre, se non ci fossero quei pizzichi di dark, humor, ecc. non so se potrei sopravvivere. Ci vuole il "pepe" perché una storia mi attragga come una calamita.


No
Spero in vita mia di evitare il più possibile (avrete già capito che ne ho letto uno così e mai più) i libri che cercano di omaggiare (in modo blasfemo) lo stream of consciousness di Joyce: non siete lui, fatevene una ragione, di Ulisse ce n'è uno e basta ed avanza. James si rivolterebbe nella tomba se sapesse gli obbrobri che hanno visto i miei occhi. Pure Virginia Woolf -non dimentichiamola, povera donna- mi darebbe ragione e prenderebbe una forchetta per levarseli.
Ma andiamo avanti, che è meglio! (La cit. la conoscete su, altrimenti riguardatevi i Puffi)


La fan fiction che diventa fenomeno editoriale

Mi sembra cosa buona e giusta donare a fangirl disperate, magari a saga conclusa, delle fan fiction sui personaggi che più adorano di un libro... oppure in altri casi di persone realmente esistenti, quali attori, cantanti e chi più ne ha più ne metta. La vera domanda è: perché tutte (e ripeto tutte) cavalcano l'onda di 50 Sfumature di Grigio e mi fanno diventare dei maniaci dei poveri minorenni (e non) innocenti? Santa pazienza! 
Adesso, premettendo che a me quel tipo di storie dove <<il cattivo ragazzo si redime dopo aver conosciuta la brava ragazza>> piacciono, non posso leggere sempre questo tipo di romanzi... e soprattutto, ne ho la scatole piene dei copiatori seriali che non fanno altro che cambiare i nomi ai protagonisti e qualche dettaglio nel loro look ma alla fine la trama rimane sempre la stessa! Puoi tagliare altre verdure se vuoi, ma il minestrone è sempre minestrone e dopo un po' di giorni farà schifo -le metafore delle 15.08, va bene... by now, però, avrete anche capito che la mia testa quando è stanca viaggia, vero?.

Avrete capito quindi che io sì, ho letto After, ma mi sono fermata lì: è stato un fenomeno editoriale perché legato ai One Direction, punto. La storia di per sé ha avuto molto successo perché di base c'erano codesti personaggi ma non è che la trama fosse poi tutta questa rivelazione. Io personalmente penso che Wattpad sia una piattaforma molto interessante ed utile per farsi conoscere alle case editrici (le quali ovviamente pensano a "fiutare" la prossima Anna Todd che faccia fruttare bei soldoni)... però lì dentro c'è l'inferno di Dante: si trovano veramente delle assurdità... storie scritte con i piedi, senza capo né coda e soprattutto SENZA UN DIZIONARIO DI ITALIANO IN PARTE. La mia maestra delle elementari è ancora giovane per morire, vi prego, tenete questi obbrobri lontano da lei (e da me ovviamente). Lontano dagli occhi, lontano dal cuore. Cit. Sergio Endrigo (no, non è della Nannini questa canzone, babbani che non siete altro.)


Il presunto fenomeno editoriale

In che senso presunto? Vi rispondo così: "De gustibus non disputandum est". Perché? E me lo chiedete anche? 

Facciamo un gioco: chiudete gli occhi. Visualizzate la vostra libreria. Ce l'avete? Bene. Adesso focalizzate il vostro pensiero sulla zona "nera", quella che contiene i libri che non rileggerete più nella vostra vita. Pensate adesso ai vostri amici, quelli a cui piace leggere ovviamente, pensate ai blog che seguite per rimanere aggiornati (anche a me), pensate alla vostra famiglia... pensate a quali libri hanno letto... vi ricordate il giudizio che hanno espresso su tali romanzi? I pareri erano concordi o discordi? Ecco, ci siete, cari amici/amiche. Quel "presunto" sta per:

<<libro che è stato comprato su consiglio di internet/giornali/tv/altri scrittori perché i numeri delle vendite negli altri Paesi -in Italia si arriva sempre dopo, ovviamente- erano alle stelle, il quale però mi fa venire i conati di vomito>>.

Avete compreso? Ne sono felice. 


Il fenomeno editoriale utile

Non a tutti piace lo stesso genere, ad esempio io odio i gialli. Faccio davvero molta fatica a leggerli... il mio animo romantico me lo impedisce, insomma, che ci volete fare? 
Il fenomeno editoriale serve anche a questo, secondo me: approcciarsi ad un nuovo genere. Il che non è assolutamente facile e soprattutto, se mai si dovesse incappare nel libro sbagliato, uno potrebbe perdere definitivamente la speranza e non tentare più di leggere tale tipologia di romanzo. 
Per fortuna, ho iniziato con La verità sul caso Harry Quebert di J. Dicker... io avevo perso le speranze però poi con questo capolavoro mi sono ricreduta un attimo. 
Ho detto un attimo perché, se tuttora mi diceste di leggere un giallo, non vi risponderei affermativamente ma vi rigirerei la domanda con un "chi l'ha scritto?" per accertarmi di non incappare in una cavolata astronomica. Eh niente, faccio fatica a fidarmi di nomi che non siano Brown o Dicker...



Detto questo, penso di aver concluso il post sui vari tipi di fenomeni editoriali che potrete riscontare nella vostra vita... spero che dopo questa esternazione di pensiero io non vi stia antipatica... se vi va, rispondetemi nei commenti.

Bye, bye.💕